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collezione permanente

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Figura, 1967
tempera su carta applicata su masonite, cm 50x40

Pescatore, anni '70
tecnica mista su carta intelata, cm 29x21

| Giuseppe Migneco
| Nato a Messina nel 1908,
| muore a Milano nel 1997


Nel 1931 si trasferisce a Milano. All'inizio della carriera dipinge quadri di contenuto autobiografico, realizzati in atmosfere vive nella sua memoria. Nel 1937 è tra i fondatori del movimento "Corrente" e nel 1939 partecipa alla prima mostra del Gruppo che si tiene alla Permanente di Milano. In "Corrente" affluiscono, nel tempo, artisti con visioni dell'arte molto diverse, uniti inizialmente per respingere canoni pittorici ormai superati, che prenderanno poi strade diverse, come Birolli, Cassinari, Guttuso, Manzù, Morlotti, Sassu, Vedova ed altri. Nel 1940 Giuseppe Migneco inaugura la sua prima mostra personale alla Galleria Genova di Cairola e, l'anno dopo, appronta una personale alla "Bottega di Corrente". Nel 1942 espone a Milano alla Galleria della Spiga e partecipa al Premio Bergamo. Negli anni Cinquanta la fama, ormai consolidata, consacra Giuseppe Migneco fra i maestri dell'Arte Italiana Contemporanea; espone nelle più prestigiose gallerie nazionali ed estere: Goteborg, Boston, Parigi, Stoccarda, New York, Amsterdam, Amburgo e Zurigo. Nel 1958 partecipa alla XXIX Biennale d'arte di Venezia.

In "Figura", significativa tempera del 1967, si concentrano i tratti nervosi e concisi della pittura di Migneco; una pittura che nulla concede alle lusighe, espressa in maniera cruda, violenta. Il personaggio emerge in tutta la sua ambiguità: cacciatore o sicario, si aggira in un tipico contesto mediterraneo, come dimostrano i fichidindia sull sfondo. Il tutto reso con l'asprezza di tratto che contraddistingue la sua opera, dove si concentra la lezione delle grandi avanguardie del Novecento, resa attraverso un linguaggio autonomo e riconoscibilissimo.

Nel volto del "Pescatore", tecnica mista degli anni '70, piccola opera presente nella collezione di Museum, c'è la tipica espressione di una terra dura che dispensa dolore e fatica. Migneco, con la sua arte illustra l'umanità nella lotta esistenziale, nel continuo e profondo confronto con se stessa e con gli eventi che la assediano, nella coscienza e nella speranza di libertà, al di là della solitudine dell'esistenza.

Migneco è stato protagonista indiscusso, assieme a Guttuso, tra gli anni quaranta e settanta del XX secolo, di una pittura figurativa moderna, magnifica interprete di un'evidente sicilianità, sempre presente nelle sue opere.























































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